lunedì 9 novembre 2020
#16 ANATOMIE
lunedì 2 novembre 2020
#11 I COSTUTTORI
ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE:
È formato da una ruota di legno a raggi, cerchiata di ferro, del diametro di 0m,80, girevole fra due braccia che s’imperniano nei suoi mozzi da una parte e finiscono dall’altra riunendosi in un manubrio che viene impugnato per spingere la ruota ; ove le due braccia si riuniscono, e presso al manubrio, è piazzato un grande quadrante o mostra. Tanto la ruota quanto il manubrio e tutta l’armatura in legno è di mogano. Sulla mostra o quadrante si vedono tre grandi graduazioni concentriche con tre relativi indici o lancette imperniate nel centro di essa e, in disparte, un quadrante più piccolo. Quest’ultimo indica, con l’apposita lancetta, i pollici e i piedi, mentre le altre tre graduazioni danno rispettivamente i palmi, le tese e le miglia percorse dalla ruota. Un giro completo dell’indice delle miglia corrisponde a 12 di esse e a 8820 giri della ruota ; un giro dell’indice delle tese ne comprende 136 ( ?) con circa 106 giri ; un giro semplice di ruota corrisponde a 7 piedi e 9 pollici.
![]() |
| identificativo: 315 data costruzione: Prima metà sec XIX dimensioni: diametro cm 80 stato conservazione: Buono categoria: Rilevamento parola chiave: Distanza bibliografia: Catalogo generale strumenti IGM 1922 pg 2 |
CULTURA ITALIA
Autore: Gotardi Luca
| Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", Via San Vittore, 21 - Milano (MI), Italia, inv. 3208 (1953-) - proprietà privata 1778; sec. XVIII, ultimo quarto; 1778 |
ITINERARI VIRTUALI (Università degli studi di Padova)
Descrizione
Lo strumento, che reca l’incisione “F.co Tessarolo Padova”, veniva utilizzato per misurare la lunghezza di un tragitto percorso. Esso consiste di un contagiri circolare e graduato dotato di tre lancette, mosse da una manovella, che veniva applicato solitamente ad una ruota trascinata a mano o collegata a un cavallo o a un veicolo (da qui i due fori laterali). La distanza percorsa veniva calcolata moltiplicando la circonferenza della ruota per il numero dei giri.
L’odometro venne descritto per la prima volta da Vitruvio nel De architectura (I sec. a.C.) e riproposto successivamente da Erone di Alessandria (I sec. d.C.).
Costruttore: Francesco Tessarolo, n.? - m. 1842. Costruttore di strumenti scientifici e meccanico del Gabinetto di Fisica dell'Università di Padova.
![]() |
Datazione : secondo quarto sec. XIX Iscrizioni: F.co Tessarolo Padova Materiale e tecnica: ottone/ferro/vetro Misure: altezza cm 4,5, lunghezza cm 15, larghezza cm 13 Collocazione: Università degli Studi di Padova, Collezione di topografia e geodesia - Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale Codice bene: 163 |
Fonti:
http://www.igmi.org/museo/strumento.php?sender=catalogo&id=315
http://www.culturaitalia.it/viewItem.jsp?language=it&id=oai%3Aculturaitalia.it%3Amuseiditalia-work_6919
#9 GLI INVENTORI
La presenza dell' ODOMETRO è riscontrabile in vari testi e scritti storici, si passa da scritti latini a quelli del rinascimento. viene descritto infatti sia da Vitruvio, da Erone Alessandrino e da Leonardo Da Vinci, l'odometro era applicato ad uno degli assi delle ruote di un carro o carrozza trainato da buoi o cavalli, ciò permetteva il conteggio della distanza percorsa dal veicolo.
Nel corso della storia vari sono stati i modelli e prototipi messi in campo. la misura delle distanze è infatti alla base dei principio di efficienza di un percorso e estremamente utile per conoscere le dimensioni di un determinato territorio
Questo strumento, realizzato da Luigi Roverelli e Antonio Quinquernell, permetteva di misurare la distanza percorsa da una carrozza. Esso è contenuto in una cassetta di legno traforato. La catena che da essa fuoriesce era collegata eccentricamente ad una ruota del veicolo il cui movimento veniva trasmesso al meccanismo dell'odometro che azionava una coppia di lancette. Queste indicavano la distanza percorsa su una doppia scala dorata e argentata. Proviene dalle collezioni lorenesi.
- Costruttore:
- Luigi Roverelli, Antonio Quinquernell
- Luogo:Firenze
- Data:seconda metà sec. XVIII
- Materiali:legno, ottone, vetro
- Dimensioni:360x360x130 mm
- Costruttore:
- Ditta Dollond
- Luogo:Londra
- Data:fine sec. XVIII
- Materiali:ebano, avorio, ottone
- Dimensioni:lunghezza 480 mm, larghezza 60 mm
- Costruttore:John Dollond
- Luogo:Londra
- Data:ca. 1750
- Materiali:legno
- Dimensioni:lunghezza 1320 mm, altezza 1200 mm, diametro ruota 820 mm


lunedì 19 ottobre 2020
#5 IL PRINCIPIO FISICO
Dalla descrizione di Vitruvio si potrebbe sospettare che entrambe le ruote dentate con 400 denti fossero montate sulla cassa della carrozza: quella verticale situata su uno dei suoi lati e quella orizzontale sulla parte superiore del coperchio.
Per ripetere la sequenza del funzionamento, la ruota con un solo dente spingeva avanti di un passo la ruota verticale munita di 400 denti a ogni giro della ruota della carrozza.
Allo stesso modo, il singolo dente montato sul lato della ruota dentata verticale spingeva avanti di un intervallo la ruota orizzontale con 400 denti ogni 400 rotazioni della ruota del carro (pari a una distanza di 5000 piedi), facendo quindi cadere una delle piccole pietre alloggiate nei fori della ruota dentata orizzontale che annunciava il compimento di un altro miglio facendo risuonare il recipiente di bronzo in cui cadeva, all'interno della cassa del carro.
fonte:
http://download.kataweb.it/mediaweb/pdf/espresso/scienze/1981_160_5.pdf
#4 LA SCIENZA
L'ODOMETRO DI LEONARDO DA VINCI
“Sulla metà destra del f. 1r del Codice atlantico, Leonardo propone due diverse versioni dello stesso strumento, un odometro: a sinistra, a due ruote; a destra, a una ruota sola. Il primo disegno è corredato da una lunga didascalia che descrive il funzionamento dello strumento; nel testo, però, Leonardo si dimostra più interessato a fare sfoggio delle sue nozioni matematiche su π che non a illustrare in dettaglio la costruzione dell’odometro.
L’odometro disegnato da Leonardo si basa almeno in parte sulla descrizione dello strumento fornita da Vitruvio (x, 9, 1-7). In questo foglio Leonardo non cita esplicitamente l’autore latino, ma qualche anno più avanti, nel Manoscritto G (f. 96r, 1510-1511) fa riferimento a questo passo del De architectura – che conosce presumibilmente in maniera indiretta, attraverso altre fonti – osservando che nonostante Vitruvio avesse capito come misurare le distanze utilizzando la circonferenza delle ruote dei carri, ignorava la possibilità di utilizzare questo stesso metodo per quadrare il cerchio, un problema che invece Archimede era riuscito a risolvere.
Il funzionamento dell’odometro si basa sulla trasmissione del movimento delle ruote a un sistema di dischi. L’odometro che descrive Vitruvio si articola in quattro elementi montati su una raeda, un veicolo a quattro ruote sufficientemente spazioso per trasportare uomini e salmerie, come si vede nei rilievi della Colonna Traiana: ignorandone l’aspetto, Leonardo disegna invece un carro a una e due ruote…”
Fonte:
https://www.centrostudivitruviani.org/misurare-le-distanze-allantica/
#28 LA SINTESI FINALE
Siamo dunque arrivati alle conclusioni finali come abbiamo visto nel racconto del blog l'odometro è uno degli strumenti più utilizzati n...
-
Dalla descrizione di Vitruvio si potrebbe sospettare che entrambe le ruote dentate con 400 denti fossero montate sulla cassa della carrozza:...
-
L'ODOMETRO DI VITRUVIO Le prime fonti scritte in cui si descrive l'odometro vengono attribuite a Vitruvio il quale ne parla nel ...
-
- Hello, I'm Andrea Nino and that's my Blog. - Ciao, Sono Andrea Nino e questo è il mio Blog. - Bonjour, je suis Andrea Nino et c...







